Menù fisso o "alla carta"?

Priorale di Macerata, vol. 785, c.89r

4. Macerata 1725

Giovanni Battista Barni di Lodi stabilisce con precisione i prezzi di ogni singola vivanda in vendita nei locali di Macera e della Provincia della Marca.

Per il "mangiar a pasto" (menù fisso) elenca:

antipasto, lesso, arrosto, formaggio, frutti, insalata concia, capponcello, gallina, pollastri


Per il "mangiar a conto" (menù alla carta), invece:
minestra, minestra in brodo, insalata concia,  piatto sottoreale di fegatelli in guazzetto, zuppa di formaggio, piatto di pesce fritto con zanghette, anguille e baracole (piccole razze), piatto di pesce di buona qualità con sfoglie (sogliole), mugelle (cefali) e roscioli (triglie). Inoltre capretto, pollastro, porco, piccione di palombara, piccione casino, starna, cappone, castrato, quaglia, tordo, strelacca (allodola), testa di capretto, vitella, vaccina, ovi cotti nell’olio, ovi cotti nell’acqua, pane bianco o bruno.

In ogni caso non può mancare un buon vino bianco locale o vino rosso locale.
(Archivio di Stato di Macerata, Priorale di Macerata, vol. 785, c. 89r)


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