La carta dei vini

Theatrum sanitatis

2. Questa immagine è tratta dal Theatrum sanitatis (Roma, Biblioteca Casanatense, manoscritto 4182), un codice membranaceo del XV secolo proveniente dall'Italia settentrionale, corredato da 208 tavole miniate che illustrano una sorta di enciclopedia medica con nozioni spicciole su salute, igiene, alimentazione quotidiana...

Per quanto riguarda il vino, troviamo dettagliatamente indicati qualità, caratteristiche e avvertimenti per l'uso.

Vinum album:

il vino bianco è di natura calda e secca. Una vera specialità è quello odoroso dal colore citrino. Fa bene perché seda la fame, ma se se ne beve troppo può nuocere. Per limitare i danni basta diluirlo con acqua

Vinum vetus:

il vino vecchio odoroso è di natura calda e secca. Utile nelle affezioni degli occhi, il vino vecchio fa male ai sensi in particolar modo dei bambini. Si può rimediare con sciroppo di mele e cuori di lattuga

Vinum rubeum:

il vino rosso e robusto è di natura calda e secca. La trasparenza è segno di buona qualità. E' un buon sedativo, ma fa male a coloro che soffrono di milza e fegato. Si può ovviare a questi danni mangiando melograni acetosi

Vinum citrinum:

il vino bianco è di natura caldo secca. Quello di migliore qualità è limpido e novello. Giova a chi soffre di tosse, ma diminuisce l’appetito sessuale. Si può ovviare a questo inconveniente bevendo succo di mele cotogne

Per chi avesse curiosità su come assumere il rimedio a base di mele cotogne, ecco una ricetta della metà del XVI secolo. Clicca qui.

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