Il pranzo della Marchesa a Macerata

Pila di libri

3.

PRANZO DELLA MARCHESA A MACERATA

« ... La grande tavola è apparecchiata con semplicità; il servizio da tavola è di terracotta bianca e anche i bicchieri sono di tipo ordinario. Ogni due piatti c'è una bottiglia del vino delle vigne di famiglia e una brocca d'acqua, e sotto ogni tovagliolo c'è un piccolo pane. Al centro sono disposti in cerchio dieci piccoli piatti, a formare quella che viene chiamata la ghirlanda. Questi piatti contengono acciughe, caviale, olive, mortadella tagliata a fette sottili, burro, sottaceti, prosciutto crudo e vengono serviti dopo la minestra; del brodo arricchito di semolino è stato versato da un tavolo di servizio dal maestro di casa e portato in tavola da altri tre camerieri. Poi vengono serviti, in successione, pollame lesso con ripieno di castagne, pesce fritto, agnello arrosto, un pasticcio di cervella in crosta dolce, polenta di granoturco in forma di pasticcio con un ripieno di volatili stufati e condita con formaggio parmigiano; cipolle all'agrodolce con aceto e zucchero; e infine crema di cioccolato; ogni piatto tagliato, ove necessario, da Rococò.

Una volta fatta giustizia del cibo si pulisce la tovaglia, si toglie la ghirlanda e viene portato in tavola il dessert sempre nello stesso servizio di piatti bianchi: mele e pere insieme e arance sul lato opposto, formaggio e sedano. Tutti consumati indiscriminatamente nel medesimo piatto».

G. GRETTON, La Forestiera, Ancona, il lavoro editoriale, 2003

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