Il cenone del Martedì Grasso

Pila libri4.

CENONE MARTEDÌ GRASSO

 

Quando gli ospiti si furono seduti, i domestici dai capelli grigi portarono grandi piatti di macaroni conditi con salsa e spezie, che furono sistemati su una tavola di servizio e quindi serviti. I giovani principi e i loro onnipresenti amici porgevano essi stessi i piatti che i servi erano pronti a cambiare.

Seguì una tale varietà di piatti, tutti portati nella sala e serviti nella stessa maniera, che non li ricordo tutti: pesce lesso di una qualità molto pregiata, galantine di tacchino e di lingua, vol-au-ven, verdure in varie fogge e cotture, prosciutti decorati, tacchini ripieni di tartufo, pollo en mayonnaise; insalate di aragosta, in una parola tutto quello che viene servito nelle cene e tutto in grande profusione, con la sola eccezione dei dolci, di cui venne portato in tavola un solo tipo.

Alla fine vennero serviti diversi gusti di gelato oltre a caramelle e dolcetti di vario tipo: non fu servita frutta poiché non era considerato indispensabile avere pere e mele gigantesche o ananas legnosi per adornare la tavola. Venne più volte versato champagne ed ogni altro tipo di vino adatto all'occasione, ma notai che le signore lo assaggiavano appena, infatti, se gli uomini italiani son sobri nel bere, le donne li superano e raramente accettano di bere qualcosa di diverso dal vino italiano e lo mescolano ad acqua.

 

Da G. Gretton,  La Forestiera, Ancona, il lavoro editoriale, 2003 p. 80-81

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